Va bene, mi avete convinto ad astenermi sui quesiti referendari di domenica prossima sulla legge elettorale.
Avete giustamente additato come scandaloso l’esoso premio di maggioranza che il fortunato detentore di un solo voto in più degli altri si porterebbe a casa. Avete ricordato che le liste bloccate resterebbero tali e avete fatto notare che in Italia non siamo pronti per il bipartitismo.
Tutto giusto (più o meno), condivido.
In fin dei conti io sono sempre stato per il collegio uninominale a doppio turno…
Perciò (poco) convinto mi farò dare solo la scheda per votare Podestà a presidente della Provincia di Milano, rifiutando, sdegnato, di accettare le altre schede (mandando a ramengo anche il principio della segretezza del voto).
Mi rimangono però alcuni retropensieri che lascio alla riflessione comune.
- La legge elettorale così com’è prevede già che la lista che prende più voti prenda anche il premio di maggioranza. Se cioè il PDL avesse corso da solo nel 2008 avrebbe preso comunque il premio di maggioranza (a tutto svantaggio della Lega Nord che avrebbe inoltre avuto uno sbarramento più alto da superare).
- Come è molto probabile il referendum non passerà: la Lega Nord avrà buon gioco a dire che il suo “porcellum” piace alla gente: e allora, perché cambiare legge?
- Se invece, per assurdo, vincessero i “si” non sarebbe più facile trovare un accordo anche con la Lega per riformare un testo che in fin dei conti non piace a nessuno?
- Sempre nel caso in cui il referendum andasse a buon fine, non è buona norma sedersi al tavolo della trattativa con il coltello dalla parte del manico (ovvero, cara Lega, se non troviamo un accordo ci teniamo la legge come uscita dal referendum e tanti saluti)?
Infine, vogliamo scommettere che se il referendum fallisce andremo a votare nel 2013 – o quando sarà – con il caro vecchio “porcellum”?



Caro Max, sei stato chiaro e cristallino, ha eroso anche gli ultimi dubbi che avevo circa il quesito referendario, hai risposto a tutte quelle domande alle quali io non ho saputo dare risposta in questi giorni, hai illuminato con la luce della ragione la strada buia oscurata dalla ragion politica e, quindi, mi hai convinto: mi farò dare anche la scheda per votare si al , accettando, non sdegnato, anche la scheda per votare Podestà a Presidente della Provincia di Milano, sdegnato, di accettare le altre schede (mandando a ramengo anche il principio della segretezza del voto).
Un abbraccio max
Ciao Bombo!
Ottima analisi, direi. Io ritirerò le schede e voterò ‘SI’, e dirò a chi me lo chieda di fare altrettanto, proprio perchè condivido al 100% i 4 dubbi sull’astensione di cui hai scritto qui sopra…mentre, dall’altra parte, non condivido appieno le argomentazioni con cui “ti hanno convinto” a non ritirare le schede.
Sul premio di maggioranza non vedo nulla di scandaloso. Come giustamente fai notare tu, solo la contingenza politica ha voluto che l’attuale premio di coalizione non sia stato goduto da un solo partito. Inoltre l’effetto “maggioritario” di un simile premio non è tanto differente dalle conseguenze di un uninominale. Quindi nessun allarme.
Le liste bloccate rimarrebbero tali, è vero…ma l’eliminazione delle candidature multiple imporrebbero un maggior rigore nella scelta dei canditati, un loro maggiore radicamento nel territorio, e lascerebbe più “spazio libero” per una maggiore partecipazione. E, come di nuovi dici giustamente tu, di certo una bocciatura del referendum renderà impossibile riparlare della legge elettorale…e quindi anche dell’importantissima questione delle preferenze…mentre, dall’altra parte, una vittoria dei referendari renderebbe molto probabile una revisione della legge in sede parlamentare (e lì si che ci starebbe bene una bella battaglia sulle preferenze…magari ritirando fuori la famosa petizione della CDO).
Sul fatto che “l’Italia non sia pronta per il bipartitismo”…mah…sarà anche vero…ma ho i miei dubbi. Gli altri paesi dell’Occidente ci sono arrivati da un paio di secoli…forse noi non siamo “ancora pronti”…ma non è che ce la si può prendere più di tanto comoda…vediamo di diventarlo! Tra l’altro, ora, l’Italia è già quasi bi-partitica…il fatto è che è un bipartitismo fragile, legato solo alla presenza di Berlusconi, unico catalizzatore in un senso come nell’altro!
Cmq…l’ideale per il centrodestra sarebbe ovviamente il sistema spagnolo, con sbarramenti naturali dovuti alle dimensioni ridotte delle circoscrizioni…una legge che massacra il voto dei “nanetti” sparpagliati, tipo Udc e Idv…ma che salverebbe il voto radicato territorialmente, come quello della Lega. In alternativa…nonostante io in genere aborrisca tutto ciò che è francese, devo dire che il doppio turno non è male: costa molto, è vero, ma porta ad una buona governabilità senza bisogno di soglie o premi “artificiali”…è un sistema molto pulito, trasparente, non arbitrario…onesto, direi!
doppio turno alla francese, senza dubbio… oppure ci mettiamo in testa che bisogna fare le riforme costituzionali e separare il Legislativo dall’Esecutivo (semipresidenzialismo alla francese, oppure premierato forte ma con elezione DIRETTA E SEPARATA del premier). Allora si che potremo tenerci il proporzionale puro con sbarramenti minimi e senza premi di maggioranza, perchè a quel punto, garantita la stabilità e la governabilità, potremmo giustamente lasciare spazio alla rappresentanza ampia anche dei partiti più piccoli.
Un caro saluto
Bombo
dimenticavo… ho fatto due conti con i dati delle politiche 2008.
Ecco cosa sarebbe successo se si fosse votato con la legge emendata dal referendum (oppure se PDL e Lega da una parte e PD e IDV dall’altra fossero andati da soli):
PDL 340 (272)
PD 177 (211)
LEGA 44 (60)
IDV 23 (28).
UDC 30 (36)
Altri 3 (3)
MPA 0 (8)
Tra parentesi i seggi conquistati realmente nel 2008